E poi delle persone cosa ti rimane? Ricordi? Fotografie? Odori, colori?
Non sarebbe tremendamente più carino avere la memoria volatile e ricordarsi solo di sé stessi? E soprattutto essere bastevoli a sé stessi.
presentato in tono metallico standard
E poi delle persone cosa ti rimane? Ricordi? Fotografie? Odori, colori?
Non sarebbe tremendamente più carino avere la memoria volatile e ricordarsi solo di sé stessi? E soprattutto essere bastevoli a sé stessi.
E così nell’algido ottobre di Bologna mi sono preso l’influenza, e ora sono a Rimini avvolto in una trapunta. In questi giorni penso a errori del passato, e mi rendo conto che sono cose che ripeterò per sempre, anche se non vorrei, non so frenarmi davanti a certe scelte. Il DLLSM (Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere Moderne) è pieno di sfigati e sfigate, dove ho visto qualche bella ragazza vestita bene, molte ragazze sciatte, metallari, fighetti e qualche frocetto carino. Qualcuno mi tolga dalla testa Grass degli Animal Collective, è diventata una dipendenza.
Vorrei conoscere qualcuno di nuovo e poter dire a chi mi ha usato “Vedi, io faccio a meno di te”. Per fortuna mi consolo nei weekend e quando capito in piazza con i miei amici VIP, perché noi valiamo.
E’ da tre giorni che sono condannato a restare a casa, per ciò che sembrava una stupida influenza e che, a quanto pare, è un virus alla trachea, che ha colpito me e quasi tutti i miei amici. Sabato ripartono e io non ne posso più di stare a casa, sia perché sono da solo, sia perché vorrei stare con loro, sia perché ho bisogno di respirare un po’ di aria fresca. Oggi ho riguardato quasi tutto Trainspotting, poi ho iniziato Paura e delirio a Las Vegas ma mi sono addormentato, poi ho riguardato qualche stralcio di Skins. Ora sono qui, all’una di notte, senza nessuno con cui parlare, una cucina stravolta da 10 giorni senza pulizie, e le piante da annaffiare. Credo che andrò a guardare un po’ di televisione, sperando che il grammo di paracetamolo ingurgitato prima faccia effetto e che domani la mia temperatura corporea non superi i 36.5 °C.
Dalla regia mi dicono che io forse non voglio soffrire. Intanto qui gli amici vanno alle fiere e si baciano due minuti in macchina, fra leptospirosi e Lione, fra supermercati e la Tour Eiffel. Io non so cosa cazzo voglio, e come dicevo prima, non posso volere…nulla. Ma io me la devo piantare di ascoltare la musica alle tre e un quarto AM.
Mi chiedo, in quell’istante, ero felice? Abbassiamo la pretesa: ero contento? Ero sicuramente, come direbbero oltremanica, aroused. Ma poi…boh. Però queste cose mi prendono sempre più del dovuto, e sistematicamente torno a desiderare di essere asessuato. Forse è ora di andare a dormire…?
Io non mi so programmare come una macchina. E questo è un bel problema. Avrei bisogno di tirarmela di più, di essere meno preso, meno disponibile. Più distaccato e asettico. Perché tanto in un modo o nell’altro si rimane soli. Tanto vale conservare un po’ di orgoglio, che non servirà a un cazzo, ma nell’altro modo non ti rimane niente.
Stu ha detto che i Diciannove sono belli e non tornano. E quel secondo in cui hai in mano tutto lo devo sfruttare a fondo. Mi sento zero. Non contare. Chi conta fino a 0? E da dove partirebbe? Voglio smettere: di mangiare. Voglio smettere: di desiderare le persone. Voglio cominciare: a vivere da solo, senza nessuno. Voglio autosufficienza. Totale.
Voglio diventare davvero stronzo. Sono sempre così edulcorato. Mi dispiace non averlo detto ad Alan, qui posso scrivere qualunque cosa tanto non la leggerà mai visto quanto gli importa di me, e comunque potrei anche dirglielo dal vivo: quello che più mi scoccia è non riuscire a scuoterlo nemmeno rispondendogli male, facendo lo stronzo, non è mai abbastanza. E’ un rapporto andato a puttane completamente forse. Tutte cose da dimenticare.
Ma soprattutto, gli altri queste paranoie non se le fanno?
Stasera piove così forte che anche se mi butto dalla finestra finisco dritto dritto nel tombino.
Elenco dei sogni di ieri:
Poi evidentemente anche altro…Dev’essere la marijuana trovata abbandonata ieri.
In circolo ho 200 mg di ibuprofene, della marijuana trovata su un tavolino dell’Hana-Bi, un panino con la cotoletta, una Fanta e un CocaMontenegro. Ho mal di testa e adoro i Calcutta Bubbles: cioè, hanno messo MR. OIZO.
Vado a dormire con un filo di tristezza che mi riconferma che devo cambiare aria, ma definitivamente.