Posts Tagged ‘lavoro’

Brand – new – life.

10 Luglio 2009

Così, l’esame è finito, ora attendo i risultati. Ho scoperto che

Gli studenti che si immatricolano con un voto di diploma compreso fra 60 e 69/100 dovranno sostenere la prova di verifica delle conoscenze tramite colloquio, le cui date e modalità di svolgimento saranno rese note annualmente tramite il Portale di Ateneo.
Gli studenti che non supereranno tale prova avranno attribuito un debito formativo aggiuntivo e saranno tenuti a frequentare un corso apposito di “Letteratura italiana” con prova scritta finale, organizzato per verificare e colmare le lacune nella comprensione dei testi e nella capacità di corretta enunciazione scritta di temi letterari.

Praticamente per dare una scremata sono convinti che se uno esce con meno di 70 è un analfabeta. Così io che magari esco dall’ITC con 61 ma avevo 9 in italiano me lo prendo nel culo. Va bene! Speriamo nel 70, anche se la vedo duuuuuuura.

Intanto sto pensando a fare qualcosina di raggranellante, e dopo che ho scritto a una possibile datrice di lavoro per l’inverno tramite Facebook mi è arrivato un messaggio circolare per fare volantinaggio in agosto, vedremo come si evolve la faccenda!

Special needs.

24 Gennaio 2009

Alla fine, è tutta una pippa mentale. Per qualunque cosa.

Quante opportunità le persone si lasciano sfuggire. La possibilità di andarsene, di crescere, di esprimersi, e invece poi ci si ferma e si stagna nell’abitudine. Ascolto Fennesz, e so di essere un cretino perché non gli ho mai dedicato del tempo prima. Intanto, odio avere nostalgia di una cosa che non ho affatto perso, ma che sento come finita, è solo che sta proseguendo nel più normale dei modi. La normalità è uno schifo.

All’esame di stato la seconda prova sarà di Informatica. Ma in commissione, Informatica, Matematica ed Economia saranno esterni. Che meraviglia.

Voglio solo continuare a pensare e vivere giorno per giorno, al massimo settimana per settimana, il mio unico progetto è mettere via i soldi per i dieci giorni in Sardegna che dovremmo fare a inizio settembre. Per questo, devo cominciare a dare ripetizioni di Inglese. Il punto è che dovrò arrangiarmi con dei conoscenti, non posso mettere annunci in giro perché non ho titoli tipo il PET che mi riconoscano un qualche cazzo di valore in materia, nè un diploma specifico, nè un mezzo di trasporto per raggiungere chissà chi.

Spero che a settembre, dopo la Sardegna, inizi Bologna.

Incastrato.

16 Giugno 2008

È proprio così che mi sento. Ieri notte riflettevo (che strano) su che merda sto passando. Sto lavorando lun-ven 8-15, e vabbè. Sono stato rimandato in due materie, e quindi dovrò frequentare i corsi, e in questi giorni arriverà la lettera a casa, e scoprirò se quegli stronzi tanto per essere gentili mi hanno rimandato anche in economia politica (perché per assurdi motivi di “privacy” i voti non c’erano per chi era rimandato e c’erano scritti solo i corsi di recupero per cui si dovevano segnare gli studenti rimandati, e per le materie orali non c’è…). Poi dal 24 giugno al 18 luglio avrò i corsi e continuerò anche a lavorare, poi lavorerò dopo i corsi e poi ad agosto niente perché l’officina chiude per ferie, però che cazzo, avrò solo agosto di fancazzismo continuo, e non è per lamentarsi inutilmente, ma dopo un anno così stressante TRE MESI a non far nulla (meno di prima, insomma) ci volevano tutti.

E gli esami sono a fine agosto. Ho già l’ansia. E non posso pensare “Dai, mi rifarò l’estate prossima”, perché ammesso e non concesso che io arrivi in quinta, c’è l’esame di maturità, e dovrò studiare come uno stronzo. Sinceramente nemmeno più la prospettiva dell’Uni in seguito mi sta tirando su, tanto da farmi arrivare a pensare di smettere a volte, perché io non sono fatto per studiare cose che detesto, preferisco farmi cadere addosso i 4 forse, e poi lamentarmi, quindi farei meglio ad andare a lavorare? Eppure sento che farei un torto a me stesso, probabilmente vivo cose che nel proprio piccolo quasi tutti vivono in continuazione ma per me sono un problema solo da due anni a questa parte. Ma non vedo via d’uscita. O forse sì, ma lasciamo stare.

Ah, e sono solo.

Beh, insomma, ieri è arrivata Laura, però ecco. Avete capito.

Chiaramente se sono rimandato in tre materie io quando quel nano cretino l’han fatto passare senza debiti io pianto un casino.

Nothing, nothing will keep us together.

12 Giugno 2008

Cose che odio.

1. Vivere a Rimini.

2. Lavorare.

3. L’autobus con:

4. La gente che puzza

5. I vu cumprà che lasciano i loro borsoni in mezzo ai piedi

6. Il controllore con gli occhiali anni 70, i capelli tinti e l’unghia lunga. (fine parte autobus)

7. La mediocrità

8. Il fashion nel senso brutto del termine

9. Gli adolescenti modaioli

10. Gli adolescenti alternativi-per-forza

11. Le checche di Rimini

12. I cliché quando sono troppi

Anche altro, ma per ora basta così.

Oggi terza giornata di lavoro.

Sonno ancora da recuperare, e cinque ore in piedi di fronte a vari macchinari non aiutano. Mi sento improvvisamente sindacalista, da quando lavoro alle macchine.

Nevrastenia nell’aria, essere stupidi, infantili, non volersi arrendere di fronte all’inevitabile, all’accaduto, non voler guardare al futuro DAVVERO. Non sto parlando di me.

Il bisogno di andarsene da qua sta diventando necessità impellente. Desiderio di fuggire! Da questa finta città che è profonda provincia, è vero. Mi piace Rimini ma esteticamente, è un posto in cui vorrei passare tipo un mese, e poi tornarmene via. Spero che in futuro sarà così.

Odio anche il fingersi Paese moderno dell’Italia, ma questo ora non c’entra. O forse si.