Moltheni canta molto bene live, ma se non hai presente le canzoni annoia.
Le Luci Della Centrale Elettrica: Basta. Tre concerti uguali, gli ultimi due con una cazzo di violoncellista. Hai rotto.
presentato in tono metallico standard
Moltheni canta molto bene live, ma se non hai presente le canzoni annoia.
Le Luci Della Centrale Elettrica: Basta. Tre concerti uguali, gli ultimi due con una cazzo di violoncellista. Hai rotto.
Fra tre giorni si parte per la Grecia ma non sono convinto di voler partire. Non adesso. Mi incasina un po’ la vita andarci ora, e oltretutto mi sento come se volessi restare qui in pace a deprimermi per i cavoli miei…il senso dov’è?
Il 28 Le Luci della Centrale Elettrica al Velvet, spero di andarci. Ma prevedo che sarà necessaria una sbronza colossale…boh.

Mentre lavoravi ti lamentavi degli inverni, dei lavori temporanei e dei temporali, contrattando altri amori interinali. E non avere mai le mani fredde. E non finire mai le sigarette. E PROTEGGIMI DAI LACRIMOGENI. E PROTEGGIMI DAI LACRIMOGENI E DALLE CANZONI INUTILI. Negli appartamenti subaffittati sulla scia dei carri armati parcheggiati senza toglierci le scarpe ci siamo addormentati. Rovistando tra i futuri più probabili voglio solo futuri inverosimili. E non avere mai le mani fredde. E non finire mai le sigarette. E PROTEGGIMI DAI LACRIMOGENI E DALLE CANZONI INUTILI. E PROTEGGIMI LE SOPRACCIGLIA DAI MANGANELLI E NELLO SCROSCIARE DELLE PIOGGE ACIDE PORTAMI A BERE DALLE POZZANGHERE. Mentre lavoravi ti lamentavi degli inverni, dei lavori temporanei e dei temporali, contrattando altri aborti interinali.
Le Luci della Centrale Elettrica – s/t (2007)
La prima produzione di Vasco Brondi. Comprende brani inspiegabilmente spariti e versioni demo di alcuni dei 10 brani che poi hanno formato l’album d’esordio del cantante ferrarese, taggato su last.fm come “post-enel”, Canzoni da Spiaggia Deturpata.
A Place to Bury Strangers – A Place to Bury Strangers (2008)
Parole chiave: wall of sound, psychedelic, shoegaze. To fix the gash in your head sono i My Bloody Valentine elettrizzati e drummachinati.
The Toxic Avenger – Toxic Demo’s (200?)
Saloperie de Minimale è un ottimo motivo per accaparrarsi questa raccolta di brani e remix del misterioso vendicatore francese.
Surkin – Action Replay (2007)
Tum-cha-tum-cha-t-t-t-CHA. Si, tamarro il giusto, distorsioni che fanno a pezzi una qualunque idea di french touch, e il remix di Radio Fireworks ad opera dei Riot in Belgium lascia il segno.
Kavinsky – 1986 EP (2007)
Per chi pensa che rifarsi agli anni Ottanta sia sempre e comunque una perdita di tempo.
Mi manchi. Mi mancano le poche cose che avevamo, le nostre abitudini private, i nostri misteri e le nostre complicità. Non ci sei più, è strano non saperti dire addio, non saperti dire arrivederci. Non sapere niente di te. Ti ricordi il concerto delle Luci, io e te seduti vicini sul dancefloor dell’Hana Bi, a 20 centimetri dal nostro cantante adorato. E la conversazione con lui, gli autografi, le magliette con i testi, cantare le sue canzoni tutte le fottute sere di quest’estate. “No, non mettere Vasco che poi piango” e poi lo ascoltavo a casa e piangevo e te lo dicevo. E non mi anticipavi mai con l’sms anche quando ci hai provato. E siamo stati vicinissimi e due giorni dopo diametralmente opposti in questa lotta all’ultimo sputo senza senso. Io ti rivoglio indietro Alan. Rivoglio le nostre ore felici e i nostri progetti, le nostre fughe dalla realtà, le nostre sigarette più o meno farcite, fare il bagno al mare di notte, darci piccoli baci e già essere oltre, oltre, troppo oltre. Sdraiarci su un letto a guardarci. O tu che all’una di notte in spiaggia ti avvicini a me per farmi un po’ di calore. E alle tre e mezza andiamo a prendere le sigarette, in quella strada deserta, e io ho freddo e paura, ma tu sei con me e tutto va bene. Torna da me, ti prego. Non so dire “basta”. Non so dire “è finito tutto”. Perché sono il primo a non crederci e a non volerlo. Ti prego, risvegliati. Come le pistole in Dear Wendy. Ho ancora tanti tuoi film da restituirti. Ho ancora sete di conoscenza. Portami altri dvd, passami altri dischi, stai ancora con me. E fammi sentire felice come solo tu puoi.
Sentire discorsi ormai tritati dai denti che si muovono spasmodicamente in un’orchestra di parole vecchie e stupide. Centrali Nucleari, Giornalisti Che Muoiono, Euro Forte, Petrolio Costoso.
Andiamocene dall’Italia.
Andarmene da Rimini.
Prendere il mio zaino, due panni, un giacchetto. Lasciare tutto, computer, telefono, forse l’iPod? Quattro soldi e partire. Fanculo il mio futuro, costruirmi una vita di rimedi, pezze, toppe, niente più musica niente più cinema, letti altrui e scomodi, favori, droga, sesso come fabbrica di soldi.
Questo trip mentale che mi invita a trasformarlo in realtà.
Questa realtà che mi obbliga a lasciarlo lì in un angolo e sognare una vita che ora definisco di merda ma che senz’altro sarebbe più libera di questa.
[western teenager classical rant.]