Posts Tagged ‘offlaga disco pax’

Untitled.

7 Gennaio 2009

Hai lasciato
Piazze piene
Urne vuote
Tremori gentili
Trecce sottili
Tracce profonde sugli zerbini dei miei
Pianerottoli.

Mancano
Le tue parole sul niente
Il calore
Bagnato sporco che avevo
Il dispiacermi
Di non bastare
Di non bastare.

Siamo rimasti a guardare
Un desiderio
Qualche volta noioso
E non sarai mai
Un’emozione da poco.

(da Enver, Offlaga Disco Pax)

Jarmila Kratochvílová

11 Dicembre 2008

Meraviglioso e forse irripetibile arrivare a casa ascoltando Robespierre degli O.D.P. e incrociare due lavascale post-URSS.

“Gli amici del campetto, passati dalle Marlboro direttamente all’eroina, alla faccia, delle droghe, leggere.”

29 Novembre 2008

Apro il post con questa citazione degl Offlaga Disco Pax semplicemente perché con un mostruoso ritardo li ho scoperti tra ieri e oggi, più oggi che ieri, e Robespierre è un capolavoro, come anche Tono metallico standard, ma non mi va più di tanto di parlare di questo. Sto sfogliando il blog di Stu, uno del forum, l’ho anche aggiunto nel blogroll, comunque è qui.

Vabè. Lui non mi capisce, o mi fraintende, o ha una giornataccia, io comunque ho paura. Ho passato una giornata di ansia, di panico totale, ho chiesto a Melania di accompagnarmi a casa in macchina perché avevo paura di prendere l’autobus da solo. E poi a casa ho finito il sugo al tonno con decisamente troppa cipolla confezionato con affetto da mia sorella, poi ho dormito un bel po’ sentendomi davvero solo, mi sono svegliato solo per andare a pagare il glorioso bollettino per accedere all’esame di stato, e ho notato con dispiacere da vero prolet che il costo del bollettino è aumentato di 10 eurocent, luride vacche. Tant’è che poi sono finito a casa di Bru con l’Ale a mangiare degli hamburger e delle crocchette di patate, che lei ha fritto con maestria, ma si è fottuta quando ha gettato con nonchalance, o malcelata ingenuità, dell’acqua fredda nell’olio bollente, sparandolo ovunque nella piccola cucina moderna di casa Brunelli. Dopo un revival di Trainspotting (dalla scena della merda di Spud all’overdose di Mark), abbiamo guardato L’Arte del Sogno, l’avevo già visto, mi ha smaghito molto, mi riconoscevo a tempi alterni e in base alle varie battute sia in Stéphane che in Stéphanie, maledetto Gondry.

E poi il freddo pungente della Rivabella di ormai dicembre, le Lucky Strike al distributore, perché per un po’ taglio con le Davidoff, visto che i soldi tendono a scappare da me, e stavo per prendere le Chesterfield ma le Lucky Strike costano uguale sicché le ho prese senza indugio. Vorrei fumare ben altro in realtà ma non troppe ore mi separano dal compito di Economia Aziendale – questa sconosciuta – e già sarà un’impresa svegliarsi domattina. Domattina significa fra quattro ore e un po’, perché ho un bisogno totale di una doccia, visto che sono vestito nello stesso modo da circa 36 ore e inizio ad avere pietà di me stesso. Comunque sia arrivato a casa ho messo in random le cinque tracce degli Okkervil River che mi aveva passato D., e mi sono depresso un po’, l’unico momento di “luce” è stato rappresentato dalla telefonata della Ju che farneticava su una festa del Fuera e di liste e riduzioni, ma non ho capito niente, e la cosa comica è stata lei che alle ore 0.50 mi augurava una buona serata mentre è due giorni che mi infama perché domani devo andare a scuola. Non fosse stato per il compito probabilmente in questo momento sarei al FuoriKolle, o forse no, sta di fatto che è così che va la vita.

Domani sarò al Velvet, probabilmente da solo, spero solo di ottenere una gran quantità di consumazioni gratis a questo punto, per sbronzarmi e volare. Ho un passaggio assicurato per il ritorno after-chiusura, ma chissà come arriverò su se l’Ale non viene con me. Prendere la navetta da solo sarebbe quanto meno da disadattato.

In disordini della personalità we trust.