Orgasmo. Momento di pace con il mondo. Pace cosmica. Segue gigantesco film mentale mentre l’unica luce filtra da una serranda della profonda provincia. Tristezza universale. Però oggi ho visto una tigre a San Patrignano. Stasera Grottarossa…
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Slowdance.
9 Maggio 2009When pianos try to be guitars.
23 Febbraio 2009Diciamo che la scorsa settimana mi ha fatto capire che la Grecia sarà la meta di uno dei miei viaggi-sogno. Quattro panni, una macchina, e visitare tutti i posti che voglio con la calma dovuta. Il cibo è ottimo e, porca troia, ho preso un chilo.
Atene mi ha conquistato, Nauplia mi ha deliziato, il Peloponneso mi ha stregato. Ma anche il moussaka ha il suo perché…
Intanto il tema dura da cinquanta giorni, e, caro Ferzan, se ti serve qualche idea per il soggetto del prossimo film, chiamami.
Valentine.
15 Febbraio 2009Questo fottuto dopobarba…
E le fottute camminate a perdersi nei parchi.
Why don’t you remember my name?
1 Febbraio 2009Il punto è che la gente in realtà NON c’è. Ma delle cose ridicole. Ma della gente che nonostante l’età che avanza si perde a vedere la televisione. Ma della gente che non risponde al telefono, che sparisce dal mondo, e si riconferma, as usual, disordinata, infantile. Sistematicamente quando io ho veramente bisogno.
Bologna aspettami, perché una volta che sarò lì non ce ne sarà per nessuno. Sarà l’addio definitivo a questa Rimini di merda che non mi serve a NIENTE.
Beat communication / beat connection.
6 Gennaio 2009Duemilanove.
L’aria che respiro è fredda. Tutto è nuovo anche se volendo tutto è fermo. Fumando la dodicesima sigaretta del giorno, penso a quante cose mi aspettano, a quante mi sono vietato, a quante volte ancora sentirò quel groppo sullo stomaco che sfogherò sempre e comunque affondando il viso nel cuscino e abbandonandomi al pianto isterico. Le cose sembrano sempre destinate a durare, e poi si finisce tristemente per essere catalogati come tutti gli altri. Criticavo chi si tatua il codice a barre, ma oggi è proprio così che va.
Ripensare a quei momenti dovrebbe farmi sorridere, ma mi sento strano. La finestra di iTunes e quella di Blocco note coprono il desktop, ma lasciano scoperte le parole di Magritte “Ceci n’est pas”. Già. Questo non è.
A dead astronaut in space (Part II).
14 Dicembre 2008Ma a me, in fondo, che stracazzo me ne frega di questa città e di restarci? È un bidone in cui marcire. Una teca di vermi. Non c’è quasi più nulla che mi dia soddisfazioni nella mia compagnia di qui. Ed è un quasi mooolto sottile. Ah, chi dice che cambiare città non è la soluzione. Facile parlare a casaccio. Provate a mettervi nei miei panni prima. Si dai, in fondo io sono solo uno snob che ci crede molto, vero? Come se a me facesse piacere sentirmi inadeguato e fuori luogo 1/2, vero? Si perché fa cool, fa Jacopo Ortis… ma certamente.
Consigli per gli acquisti:
- Quando dalla bocca sta per uscirvi la locuzione “per sempre”, mordetevi la lingua.
- Quando qualcuno vi dice che gli siete caduti come mai è successo, è proprio il momento in cui sono appena crollati di nuovo a voi.
A dead astronaut in space.
14 Dicembre 2008Mi chiedo quando tutto questo finirà. Quando dirò ciao ciao a tante persone e sarà per un bel pezzo. Quando non dovrò rendere conto di questo e quello. Quando gli amici saranno una cosa bella e non una cosa bella per forza. Quando starò a posto con me stesso, e anche le persone che avrò intorno saranno in ordine con la testa. Quando saprò dare tagli netti, e non portare avanti brandelli di situazioni di merda.
Different class.
7 Dicembre 2008Ho dormito più o meno tutto il pomeriggio. Ho chiuso un rapporto su Internet che non aveva più tanto senso in effetti. L’unica persona che ho voglia di vedere e che sognato più o meno sempre oggi pomeriggio (in tre sogni diversi) al momento sta guardando il derby Samp-Genoa e questo fa capire tutto. Poi oggi pomeriggio ho sognato che stavo per perdere un dente ma mi restava appeso alla gengiva tramite il nervo, rosso. Provo ancora dolore se ci penso.
I might be wrong.
30 Novembre 2008La tua saccenza mi spiazza. Sei una persona così piccola e presuntuosa, ti schiaccerò.
Le feste sono finite, i miei hanno fatto un po’ da Befana, in questo Novembre così carico di alcool e party all nite long, twentyfour-seven, yo, etc.
È tutto il giorno che non fumo, ho già inveito contro mia madre e la stronza è pure riuscita a farmi sentire in colpa, ho bisogno di fumare una due cinque dieci sigarette, ho voglia di litigare con una persona, di ridurla ai minimi termini, di spiaccicarla, quando una persona di fronte all’evidenza deve ancora parlare può essere solo una persona cretina.
Di questo post non si capisce davvero nulla ma o scrivo qui o strangolo qualcuno.
Il Velvet ieri è stato una cosa umiliante. In R.E.M. ci saranno state si e no cinquanta persone, Balsa metteva dischi a casaccio, le proiezioni erano studi di anatomia in stile Diderot & D’Alembert, la Noise non l’ho nemmeno assaggiata, mi sono scolato i miei 5 drink gratis e ho finito le maledette sigarette, poi ha suonato Zava in Elektra per la festa Bi-ology e ho ballato per due ore e un quarto circa, poi è finita la festa e anche la serata, in R.E.M. ho beccato la fine di un brano chill-out, non ricordo nemmeno quale, probabilmente Glory box dei Portishead, poi si sono accese le luci bianche, ho cercato la Ju, attaccato una mini pezza alla Diana, fatto i complimenti alla barista-con-lineamenti-da-attrice-di-cinema-francese-indipendente, mi sono deluso perché la barista c.l.d.a.d.c.f.i. non ha mai visto L’arte del sogno, dove lei a mio avviso avrebbe potuto rimpiazzare senza problemi Stephanie. In realtà non è vero, la Gainsbourg non è una che puoi sostituire a casaccio, e a ripensarci forse quella barista assomiglia più ad Ambra Angiolini, ma tant’è. Il punto è che ero lanciatissimo e in vena di complimenti. Vabbè alla fine a bordo della Ford Ka guidata dalla Ju abbiamo lasciato il Velvet intorno alle 4.40 e abbiamo accompagnato prima il tipo delle proiezioni di cui non ricordo il nome, e poi Thomas/Boiler Man.
Alle 5 ero sotto casa e ho spettegolato un po’ con la Ju fumando insieme la sua ultima Diana Blu. Ho dormito, mi sono svegliato, ho sistemato in casa, ed è finito Novembre e la pacchia che l’ha contraddistinto.
E tante cose cascano a rotoli, vorrei proprio uscirne, teatralmente forse, ieri le piastrelle del pronto soccorso dove siamo andati a trovare Wojtek mi hanno fatto riflettere. Lasciamo perdere và.
f.u.
4 Novembre 2008Mi vien voglia di annullare tutto. Di mandarvi a fare in culo tutti quanti siete. Di andarmene e lasciarvi qui. Di non festeggiare nulla. Di non bere, fumare, niente più con voi.