Niente ero sul balcone seduto sulla sedia Ikea e mi è venuto in mente che sono così alto che non posso appoggiare la testa, mentre la nonna Rosa ci riesce tranquillamente. Allora mi sono ricordato delle ultime volte a Montecchio quando c’era ancora il nonno, quando dopo i pranzi importanti andavo a stendermi sul lettone e mi addormentavo, e una volta la nonna si è messa a dormire di fianco a me. Dopo un po’ è entrato in camera il nonno e ha visto che dormivamo ed è entrato in punta di piedi per andare a prendere le sigarette o qualcos’altro nel comodino. Io lo vedevo poco spesso il nonno, specialmente dopo che ho smesso di passare due mesi di estate in Umbria o di scendere ogni volta che lo facevano i miei. Però è strano ancora oggi, dopo cinque mesi, sapere che non c’è più, avere la sua foto sul comodino e sapere che è il “ricordino”, ma lui è sempre con me nei miei gesti, nelle mie espressioni, nei suoi maglioni di lana…
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Così.
11 Settembre 2009Thieves like us.
17 Maggio 2009In circolo ho 200 mg di ibuprofene, della marijuana trovata su un tavolino dell’Hana-Bi, un panino con la cotoletta, una Fanta e un CocaMontenegro. Ho mal di testa e adoro i Calcutta Bubbles: cioè, hanno messo MR. OIZO.
Vado a dormire con un filo di tristezza che mi riconferma che devo cambiare aria, ma definitivamente.
Slowdance.
9 Maggio 2009Orgasmo. Momento di pace con il mondo. Pace cosmica. Segue gigantesco film mentale mentre l’unica luce filtra da una serranda della profonda provincia. Tristezza universale. Però oggi ho visto una tigre a San Patrignano. Stasera Grottarossa…
What the fuck is you gonna do about it? Nothing.
5 Maggio 2009L’avvenire e il divenire mi si mostrano, un po’ timidi, dal buco nella seta. Oggi l’ho fatto con una Lucky Strike, andrà bene lo stesso?
Idiozie istituzionali come lancette animano il passare del tempo, tic, la patente, tac, il diploma, tic, l’accademia, tac, il futuro. Mi guardo, mi accorgo di essere sempre me, solo più consapevole e desideroso di evadere dal costante. Meno per smanie egocentriche, più per necessità fisiologica.
The devil is in the details.
22 Aprile 2009Nonostante l’isteria, sorrido ripensando a quando talvolta mi sento egoista. Vedo che siamo in molti. (Non a sorridere).
Phantom pt. II.
10 Marzo 2009E cinque minuti non sono nulla, a meno che l’autobus non passi fra tre minuti e tu sia in ritardo di uno. Però una frase arriva anche in cinque secondi e sa sconvolgerti, e io non voglio che il fantasma torni a possedermi. Poi sogno di prendere a calci una quattordicenne omofoba tirandole i capelli e dandole della puttana stronza, in seguito non capisco cosa voglio, e se di solito alla depressione alterno euforia esagerata, ora la controparte del down è pura indifferenza al mondo.
Antichrist television blues.
1 Agosto 2008Ciao, sono ancora vivo.
Oggi ho finito di lavorare.
Sono ufficialmente in ferie. Dopodomani scendo a Montecchio con i miei e per il 7 o l’8 conto di tornare a Rimini in treno.
Devo ancora studiare un sacco di cose e non sono felice.
Insomma la vita va avanti, o meglio, la vita rimane ferma qui e il tempo va avanti, come se gli bruciasse il culo a ‘sto stronzo.
Riflessioni / Rifrazioni
15 Maggio 2008Il cinema e i libri ci insegnano che una vasca da bagno può essere usata per migliaia di scopi: chiavare, leggere, telefonare, masturbarsi, depilarsi, organizzare una festa, perdere oggetti a cui si tiene tantissimo giù per lo scarico, etc.
Principalmente però, nonostante quegli ipocriti di registi e scrittori cerchino di nasconderlo, la vasca da bagno si usa per fare il bagno appunto. Specialmente se è la MIA vasca che sarà lunga un metro e 35. E io sono alto 1.85. Quante volte ci sto quindi? Uhm… 135:185=0,72972972972972972972972972972973 volte. Interessante nevvero? Passiamo oltre.
Apri il rubinetto, ascolti la temperatura dell’acqua, prepari il sapone e gli asciugamani. Ti siedi a bordo vasca, o sul cesso, o dove ti pare e aspetti che la vasca sia abbastanza piena. Butti sapone in quantità e giochi con la schiuma. Ti decidi a entrare e sistematicamente ti ustioni i piedi, così inizi a miscelare l’acqua bollente con quella gelida stile igloo. Quando sei dentro passi del tempo riflettendo sul famoso esperimento e noti che per quanto ti sposti, sposti sempre la stessa quantità d’acqua. (Ti senti piccolo perché è già stata scoperta sta cosa.) Ti guardi. Prendi una spugna, ci metti altro sapone e inizi a lavarti. A questo punto se sei donna ti guardi con orrore i peli in ogni zona del corpo e ti senti una persona orribile che non rimorchierà mai o che verrà lasciata. Se sei uomo fai una partita a 5 contro 1 e passa la paura. Ultimata la partita, ti chiederai come mai ti si staccano con dolore i peli sotto l’ombelico e son tutti rinsecchiti. Quando ti stufi di sentirti orribile/eiaculi, allora rifletti un pochino. Ti crogioli nell’acqua, immergi la testa, ascolti il suono della massa liquida che si sposta e ti senti nell’Oceano, la fredda luce alogena ti riporta alla realtà del tuo piccolo bagno di città. Le dita raggrinziscono. Ti alzi sgocciolando ovunque, bagni tutto, prendi l’accappatoio e stappi la vasca. Ammiri il mulinello. Di una (almeno) mezz’ora di riflessione e autocommiserazione/autoerotismo che se ne va senza lasciare traccia, se non agglomerati spermatici o qualche capello. Una parte della tua vita finisce nel tubo di scarico, corre via giù giù giù liscia che è una meraviglia fino alla fogna.
[nota: evitate di scrivere testi che prevedono uno sprofondare di qualunque cosa ascoltando i Radiohead, ecco le conseguenze.]