Viva i cicchettari, a Bologna piove, abbiamo dormito ultra-troppo e prenderò il treno più allucinante della storia: il Piacenza-Ancona che parte da qua alle 17.38…e oggi è venerdì. La vita è indubbiamente troia.
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27 Novembre 2009Più passa il tempo, più esperienze vivo, più sbronze subisco, più capisco che ciò di cui ho realmente bisogno è rimuovere. Rimini e gli ultimi due anni sono un passato di cui non sento il bisogno, men che meno ogni volta che ottengo conferme su quanto la mia presenza sia piuttosto irrilevante. Attendo con ansia il mio trasloco, e vorrei non aver bisogno di lavorare nel week-end, per stabilirmi qua a Bologna costantemente.
Sono da poco tornato da una serata composta da shortini e musica discutibile, ma l’importante è sempre il Montenegro… Con le mie amiche dell’Uni mi trovo molto bene, e fra bevute e limoni sto passando serate magnifiche sia a Bologna che al Velvet.
Ho conosciuto un ragazzo molto interessante, con cui parlare di ogni cosa è naturale, con due occhi che mi hanno già rapito e con cui condivido la ricerca di “parole arancioni”: fottuto Brizzi! Vorrei che il tempo scorresse più velocemente, vorrei più indipendenza ancora, vorrei finalmente potermi dire felice su ogni fronte dopo mesi di merda in faccia.
CO CO RI Cò.
15 Agosto 2009Siamo andati al Cocoricò. Era la mia prima volta. La Piramide è magica. Le altre salette sono troppo piene e non mi dicono un cazzo. La gente è bruttissima ma anche fighissima e friendly, e per una volta facendo la Croix con le dita (mentre Boys Noize dava Phantom da lui remixata) un tipo mi ha visto sorridendo, l’ha fatta anche lui e ci siamo dati hi-five. Qualche ora prima mentre eravamo a fumare ho gridato GIASTIIIIIIIIS quando ho sentito Stress. Prima ancora (o forse dopo?) avevo adocchiato un tipo (truzzetto bergamasco impasticcato che dopo aver rivelato di essere un ‘89 mi fa “Eh sei piccolino del ‘90″: cioè, ma fottiti!) o forse mi aveva adocchiato lui insomma son finito in macchina con sto qui poi torniamo al parcheggio del Cocco e trovo tutta la compagnia ed esco ridendo e barcollando dalla macchina…Ho bevuto praticamente niente al Cocco! Cioè ero sbronzo prima di entrare, poi dentro sorsini di ogniccosa dai miei amici e da qualche bicchiere lasciato in giro…
Che Boys Noize. Che Benassi. Che Piramide. Che Cocco. Che tutto. Porca troia.
Problemi.
30 Luglio 2009Ho bevuto un mojito fatto dalla Scosciata, un Coca+montenegro, un po’ di Longisland, ho bevuto un po’ del drink di Zava non so cos’era, ho preso un Tavanic, fumato un po’ di una canna di plastica poi ho bevuto della vodka e molttttto gin e sono arrivato a casa un’ora e dieci in ritardo e non riesco a dormire e domattina vado al Valturio a prendere un documento pseudo diploma.
WE ARE YOUR FRIENDS.
16 Luglio 2009Perché una lieve sbronza il mercoledì a Rimini ti porta a cantare il primo singolo dei Justice con delle stangone british o german, a provarci un po’ spudoratamente con una persona con cui non dovresti mai, a infamare Lappa perché è di Bellaria ed è entrato in bagno mentre stavi pisciando, a cantare pezzi afro alla stazione alle 2 meno un quarto e tanto altro.
Thieves like us.
17 Maggio 2009In circolo ho 200 mg di ibuprofene, della marijuana trovata su un tavolino dell’Hana-Bi, un panino con la cotoletta, una Fanta e un CocaMontenegro. Ho mal di testa e adoro i Calcutta Bubbles: cioè, hanno messo MR. OIZO.
Vado a dormire con un filo di tristezza che mi riconferma che devo cambiare aria, ma definitivamente.
PART OF THE WEEKEND NEVER DIES. II
16 Novembre 2008Venerdì. Cena al Matiss, poi in centro a vedere Martin che inizia a ubriacarsi e sbocca un millilitro di chissà cosa. Poi Altrove al Velvet, e tra offerte e consumazioni gratis scolo 3 CocaMontenegro. Arrivo a casa alle 5 con gli uccellini che cantano, faccio una doccia, vado a dormire, dopo un’ora è Sabato. Mi alzo e vado a scuola, barcollo, dormo, strillo, sprofondo dalla sedia, tutto non necessariamente in quest’ordine. Nel pomeriggio dormo quasi tre ore. Poi c’è la mia cena. Rivedo Alice dopo 3 anni ormai. Mi ha regalato una maglietta dei Daft Punk, la adoro! Hai proprio colto nel segno, scimmietta. Ma non mi va di parlare dei regali, era solo per dire che ora ho la maglietta dei Daft Punk, insomma si cena, si va alcuni in centro, di questi alcuni, alcuni vengono al Velvet, dove sta finendo il concerto degli Asian Dub Foundation, e fanno Fortress Europe e ora la adorano tutti. E balliamo e si fanno le 4 passate e torniamo a casa e sono felice e nel frattempo ho bevuto 5 CocaMontenegro e a me e all’Ale è stata regalata una spilla, e tutti sono fighissimi e ci salutiamo e siamo hip, ubriachi e contenti. Oggi mi sono alzato alle 15 ed ero ancora felice.
Stasera vengono tutti a vedere un film da me.
Parte del finesettimana non muore mai.
Glamorama?
11 Novembre 2008È ascoltando Where’s your girlfriend? di AFX e con una Davidoff Classic qui davanti a me che torno a scrivere. Vorrei fumarla, ma mia madre ha di nuovo spostato il posacenere, e ha questa tremenda attitudine a giocare a nascondino, o meglio a dirigere la partita, dove io sono lo scemo che conta e i miei oggetti sono i fighetti che scappano dietro alla scuola. No, ora lo devo trovare.
Ecco, era sul davanzale del bagno.
Insomma, organizzare un compleanno è una merda. Prima di tutto devi pensare a chi invitare e chi no, avere la faccia tosta di essere selettivo ma al tempo stesso sperare che nessuno spettegoli, invitare gente che possa farti un regalo o almeno un pensierino, e che soprattutto sappia quanti anni compi, poi avere tutte le conferme, organizzarti anche per fare la lista in discoteca, anche se penso che a breve ci rinuncerò perché, inspiegabilmente, hanno tutti delle agende così randomizzate che fino a 5 minuti prima non sanno dirti se e dove ci saranno. Per ora sembra che a cena ci saranno una quarantina di persone e circa venti/venticinque a ballare. Victor Ward mi fa una sega, lui almeno aveva Beau e JD. Ho già prenotato il ristorante, che è veramente cheap, perfetto. Entro venerdì richiamerò per dare tutte le conferme, chi non si dà una svegliata si attacca al tram.
Spero di non vedere puntini nella veranda del ristorante sabato.
E soprattutto che i miei partano venerdì pomeriggio, in modo da riuscire a devastarmi ben bene anche venerdì sera all’Altrove, visto che lì Martin offre da bere.
Mad world.
20 Ottobre 2008Questo pomeriggio ho sognato il soggetto di un film. Scadente, ma è così.
Tutto inizia con me che me ne sto bello tranquillo nelle vicinanze del supermercato Conad qua nel mio quartiere, seduto su un muretto a fumarmi una sigaretta. Vicino a me alcuni miei compagni di classe tra cui Serena con il suo ragazzo, e arriva pure il tipo di quarta che mi piace quest’anno e mi sorride. Una meraviglia insomma. A un certo punto due suore mostruose si fermano a dirmi qualcosa e una con gli occhi di vetro mi chiama per nome e mi parla chidendomi qualcosa sui miei genitori, io rispondo che non sono in città al momento e loro vanno via. Queste se ne vanno e dopo un po’ ho un buco, ma penso che il problema sia che lo schianto di un’ambulanza ha portato nella via di fianco al supermarket un mega cassonetto dell’immondizia, di quelli americani neri, in mezzo alla strada. Allora io per lo spavento e per il trambusto tiro due bestemmie e la gente inizia a guardarmi male affacciandosi anche dalle finestre, e io: “OOOH, SIAMO IN ITALIA! QUELLA E’ UNA CROCE ROSSA MICA LA CROCE DI CRISTO! CHE CAZZO VOLETE!?” e cose del genere. Insomma io vado a dare un’occhiata al bidone e non ho capito perché ma mi metto a sistemare i sacchetti dentro al mega cassonetto in modo che stiano fermi immobili, non possono cadere. All’inizio io avevo proposto di chiamare subito il camion della raccolta rifiuti ma d’un tratto era arrivata Nicole esclamando “Eh certo,con il tuo libro e i miei soldi dentro!”: nel cassonetto c’era la mia copia del libro U2 Dentro al cuore e dentro una cifra di circa 40€ + spicci. Io sono arrossito e ho fatto un’espressione del tipo “Ah ecco dov’erano finiti”.
La “sorte” vuole che nelle sale cinematografiche, al tempo del sogno, si stesse diffondendo l’ennesimo horror-thriller-merder giapponese/coreano insomma orientasiatico, e tutti ci fossero fissati. Ma cosa succede? Il film diventa la realtà. Il cielo diventa grigio e opaco. Io lascio il cassonetto aperto sospendendo la mia attività di sistemazione dei sacchetti e vado davanti al Conad. Intorno a me, il vuoto. Aria irrespirabile, sono chiuso da tutti i lati, circondato da camion e pareti di cartongesso, gli unici scorci di cielo sono di quel grigio argenteo di cui sopra. Entro nel Conad, e trovo alcuni miei compagni di classe tipo la Bei Lei che ci vagano come zombie, con gli occhi a specchio del colore del cielo. Sulla porta, una delle prof di biologia della mia scuola, che continua ad accendere e spegnere la luce. Io, da genio della situazione, capisco che finché si è in tempo bisogna riportare la luce, così le urlo MA ALLORA E’ ANCHE CRETINA!, accendo la luce, la tolgo di mezzo (non ricordo come) e le mie compagnemonster tornano a fare la spesa tranquillamente.
A quanto pare passano un paio di giorni e la situazione è sempre peggio nel CONAD MALEDETTO, così capita che mi trovo li nei pressi per dare un’occhiata insieme ad Alberto, giriamo un angolo passando di fianco a un camion e lui fa un urlo di terrore devastante, e io di conseguenza. Altri non c’era che il nostro prof di matematica, e io scoppio a ridere di risata isterica, e asserisco “E’ l’unica volta in vita mia che sono felice di vederla.” mentre lui mi guarda con sufficienza e sparisce.
Intanto, i sintomi di un ritorno del demonio: cielo grigio a flash, occhi a specchio intermittenti, entriamo al Conad. Per fortuna c’erano altri nostri compagni dei “buoni” già all’opera nel reparto surgelati, Alberto si dirige nel reparto pasta mentre io rimango nel grande angolo frutta verdura vino e latticini tutto solo contro una Bei Lei Monster inviperita alla massima potenza tipo Vampate di Menopausa.
Mi viene la geniale idea di tirarle verdure in confezione e sacchetti di arance e mandarini, ma ho una mira di merda e la manco ampiamente ogni volta. Lei che è furba (O_ò) inizia a fare altrettanto, ma con gli stessi risultati pietosi. Prendo le palle in mano e le butto addosso un armadietto espositivo di vetro (che non so che cazzo c’entrasse, ma è l’incoerenza minore in questo incubo), schegge ovunque, ma lei ancora non è morta, così mi avvicino e le tiro oggetti a raffica, lei torna mezza normale e mi dice che ha capito che deve comunque morire per il bene di tutto. Nel frattempo i miei compagni hanno battuto tutti i cattivi uccidendoli prima di un momento così strappacuore. Così lei estrae una pastiglia per suicidarsi, e io con premura le dico “Ma non prenderla così, mangiaci qualcosa insieme” e le allungo un mandarancio. Lei ingolla il tutto e poi capisce che la pillola non è molto efficace e mi implora di ucciderla, e io non so che cacchio fare. Poi ho un buco enorme nel sogno e ci ritroviamo nel Conad io, Alberto, Serena e un Carabiniere sulla falsariga Winchester, con davanti a noi una sosia della Foliero nuda, ammanettata, coperta di farina, sdraiata su un bancone ormai svuotato dalla devastazione di quello che pareva essere il giorno precedente. Lei ci dice che non sa nulla, che vuole andarsene, che non ci sta nascondendo niente. Io noto il suo ano piuttosto largo per essere a riposo (ok, vomitate pure) ed è pieno di farina, e le dico “Tesoro, son frocio, non è che ci vogliano tanti vestiti per nascondere una piccola cosa!!!” e lei “E io sono una donna!” e io “Allora la tieni in figa!!!” e poi non so cos’è successo ed è sera e ci troviamo io, Serena, Alberto, Marica e forse Marco Fora a camminare verso casa mia mentre si diffondono non si sa come le note di Mad World. Vediamo la gente venire verso nord dal centro, tutti esaltati che erano stati a vedere il film, e noi in silenzio. Io inizio a piangere ripensando al sacrificio della povera Bei Lei, e penso che è colpa mia perché avevo lasciato il mega cassonetto aperto, da cui un po’ come fosse un vaso di Pandora è fuori uscito tutto questo male, e ho scatenato un putiferio. Poi mi è anche venuta in mente una lista sgualcita che avevo trovato nel mega cassonetto, che comprendeva cognomi e nomi di tutta la classe in un preciso ordine che salvava solo noi 5 o 4 quanti eravamo, ma saremmo stati i prossimi zombie conadiani. Serena fa una faccia del tipo “CHECCULO” e mentre camminiamo mi fa, per cambiare argomento, “Che facciamo, stiamo un po’ di sotto da te?”
Rispondo: “Possiamo anche salire, i miei non ci sono…”
e Marica: “Ci starebbe serata alcolica!”
e io: “Ho il Pampero in casa.”
E poi il buio.
19 Agosto 2008Non ho intenzione di raccontare le due settimane passate, tra treni, autobus, biciclette, locali brutti, musica brutta, ma sempre a divertirmi, bere, fumare, spiaggia, notti in giro, dormire per terra, dividere casa mia con Valeria e così via. Queste poche parole dicono più o meno tutto.
Ovviamente devo sfogarmi per altro.
Sono un ingordo.
Non mi basta mai nulla. Per questo forse devo dare ragione a mio padre, anche se lui ovviamente lo dice per cose che non c’entrano nulla.
(Si, sto disimparando a scrivere in italiano corretto, per la joya di tutti vvvòi.)
Momenti impagabili. Stare sdraiati a sentire scherzi telefonici nell’iPod, uscire in macchina all’una e mezza di notte solo per fare benzina e coccolarsi. E poi, scene pietose, brutte risposte, gelosia insensata. Ora cosa ho ottenuto? Nulla di buono. Mi sento solo e non so dove sbattere la testa. Voglio aiutarti ma non posso cercarti io, dovrai essere tu a farlo. E l’attesa logora. E devo completamente conoscere persone nuove, perdere la testa altrove, impegnarmi in qualcosa, mentre riesco solo a riascoltare i Sunny Day Real Estate e piangermi addosso pensando a che idiota bambino che sono. Già.
We’re running down…In circles
P.S.: Dopo le Winston Blu, le Chesterfield Rosse e le Marlboro Rosse, sono passato alle Davidoff Nere.