Posts Tagged ‘sogni’

School.

28 Luglio 2009

Stanotte ho sognato che facevamo di nuovo il Katun. Però arrivati in alto in alto prima del discesone ci spiegavano delle regole perché era sera e c’era meno gente e quindi a bordo c’era un gioco extra per cui bisognava guardare in uno schermo e rispondere alle domande premendo il tasto fucsia o giallo. Si, tutto questo a 110 km/h. Poi mi ritrovavo in una grande aula, di quelle che ti aspetti da chissà quali college antichi e prestigiosi, e invece nel sogno era l’Università di Bologna, e io non capivo quale insegnante dovessi seguire, alla fine me ne restavo dov’ero e pur facendo Lingue ero con dei miei compagni di classe del triennio e a insegnare quello che doveva essere Diritto (che a Lingue nemmeno c’è) c’è la Papini, la mia prof di lettere di Quinta. Io ovviamente cerco la mia borsa con lo sguardo per ore, e quando la trovo, tiro fuori carta e penna solo per disegnare. Poi due alunni fanno arrabbiare la prof e lei gli mette una nota e li manda nella Prigione Dell’Università Di Bologna e io li seguo. Praticamente scendiamo tipo scortati per queste scale infinite, e ci ritroviamo in un chiostro di granito con degli studenti più piccoli che stanno visitando l’ateneo. A fare la guardia anziani uomini muscolosi con barba e capelli bianchi, coperti da pochi veli bianchi: direttamente dalla mitologia greca insomma… All’interno di queste carceri poco illuminate ci sono bagni un po’ decadenti, letti di ferro sgangherati, ma non ci sono particolari accorgimenti anti-fuga: come scopriremo poi, è più importante che non entrino persone non autorizzate. Ad esempio, non ci sono celle separate, solo un corridoio di scura pietra umida dove si trovano in successione i vari letti, distanziati fra loro. Ovunque è pieno di scritte e noi come se fossimo ancora a scuola ci sentiamo superiori in quanto i più grandi anche se siamo solo matricole. Poi usciamo, non so perché, dopo che io li ho presi per il culo per essersi presi una nota proprio dalla prof che non le dà mai, il primo giorno di lezione. Ricordo che in seguito abbiamo bisogno di rientrare e quindi dobbiamo mostrare quattro tagli sul petto alle guardie (che ora noto che hanno tipo delle sciabole… ma come hanno fatto a scorticarmi se non me n’ero nemmeno accorto?). Quando usciamo di nuovo alla luce che filtra nel chiostro, trovo la Cugi esaltata per dei biglietti di un qualche concerto, e me li mostra sorridente, quindi inizia a truccarmi gli occhi con i colori della bandiera britannica. Il sogno finisce con un video concettuale su una canzone degli Smashing Pumpkins che non esiste fatto da un fan.

Dream on.

23 Luglio 2009

A chi non mancavano i miei sogni? Beh se non mancavano a nessuno fottetevi, altrimenti mettetevi comodi e leggete. Stanotte è stato fuori da ogni grazia di dio.

Allora da che mi ricordo io il sogno inizia in sta sorta di capannone di legno dove a quanto pare c’è una festa organizzata dalla Cugi, dove tutti stanno a guardare donne che vestite stranamente si esibiscono cantando pezzi rock un po’ in playback e un po’ no e quella che mi ricordo meglio è una vecchia che deve stare in ginocchio a cui metto due scarpe verde acido da sera sotto le ginocchia così che sembri bassa con i piedoni, ma dopo un po’ la guardo e cammina con le scarpe alle ginocchia come se fossero i suoi piedi. Poi mi ricordo che esco a fumare (e dove fumiamo sembra il posto tra l’ingresso del Velvet e la discesa della REM Room) però inizia a piovere allora tutti si spostano lungo questo portico simil-bolognese andando verso un posto che mi ricorda la discoteca del traghetto per la Grecia e tutti si bagnano. A un certo punto la Cimy mi fa notare che su una panca in questo porticato c’è Andrea. Parliamo un attimo e poi arrivano la Cugi e Archangel e sparisce tutto e rimane solo sta panca però siamo in vicolo S. Ferdinandi a Montecchio, e nel Piazzone non ci sono le case ma c’è un grande cortile e dentro un palazzo tipo reggia, che però è un qualche ministero infatti arrivano auto blu in continuazione e intanto Archangel mi si appiccica addosso facendo lo scemo come se non ci fosse un domani mentre la Cugi ride. Poi esce una sorta di Mastro Lindo autista da un’auto blu e ci chiede cosa facciamo lì e io dico che sono l’ex no che sto ancora no che sono l’ex no che sto ancora con Giulia Bacci (la Cugi) che è ministro di qualcosa. Poi Archangel sparisce e mi ritrovo in sto vicolo normalissimo con Bru e la Stella e c’è un negozio di dischi e sento un pezzo che mi piace, post-punk, così chiedo alla Stella di chiedere al commesso che CD hanno messo su per scaricarlo ma lei non glielo chiede. Poi entriamo e ci mettiamo a commentare le colonne sonore degli U2 e i dischi in vinile e spiego la differenza tra 45 e 33 giri e poi c’è anche la Scosciata che apre un cassetto dove ci sono tutti i suoi panni e un cellulare e le chiedo Ma tieni i panni qui? e lei Si perché nel mio appartamento non ci stanno e il proprietario è un donno che me li fa tenere qui è molto gentile.

Poi guido uno scooter o una macchina in delle strade assurde che non possono esistere piene di stop e dare precedenza ma proprio fatte male che rischi di morire ogni due per tre e il sogno finisce con me che gioco a una sorta di Need For Speed Underground francese in cui la gente mi insulta per i 360° e il commento è ad opera della Gialappa’s Band. Poi con questa macchina finisco in una galleria strana e il conducente è ubriaco e tenta di fare trick da skate girando fra due facce dell’Isola di Pasqua come se fosse un halfpipe ma la macchina cade a terra ed espolde e poi mi scoppia l’iPod e si squaglia e io penso massì tanto era una scocciatura poi però mi sveglio in preda al panico.

Smokes quantity.

10 Giugno 2009

Stanotte ho sognato che da Rivabella venivo via in macchina con la Cimy con una macchina che probabilmente avevamo rubato, facendo strade assurde, poi pioveva e io avevo il terrore di bagnarmi da dentro la macchina e arrivati al ponte sul fiume ci fermiamo, diluvia ma ci sono la Je, la Lau e la Limi e scendiamo e ci salutiamo tutti contenti e piangenti mentre ancora diluvia e la macchina è sparita ma forse hanno chiuso il traffico per l’estate e andremo a ritirarla dopo: comunque aveva un cambio ottagonale a 8 marce tutte di colori diversi…

Prima di dormire ho fermato su carta questo:

Ho immaginato che questo coso volasse nel cielo nero e poi mi venisse addosso quindi mi nascondevo nel cuscino

Ho immaginato che questo coso volasse nel cielo nero e poi mi venisse addosso quindi mi nascondevo nel cuscino

Blue SUNday.

17 Maggio 2009

Elenco dei sogni di ieri:

  1. Parlo con Alan in uno street bar inesistente a Marina Centro, mi avvicino per sentire meglio, le labbra si sfiorano e ci baciamo.
  2. Sono a Montecchio, mia cugina scopre che la nonna chiama mia madre Iris anziché Elvi perché se dice Elvi le vengono dei dolori misteriosi, mia cugina si incazza e la obbliga a chiamarla di nuovo Elvi.
  3. Sono a Montecchio, la Cimy mi scrive un messaggio dicendomi di affacciarmi alla finestra, sulla piazza, perché lei avrebbe “presentato una per Il Sole 24 Ore”
  4. Sono a Rivabella con Mike e Marti, al posto della Gelateria City c’è un enorme McDonald’s: il proprietario della Gelateria impersona l’impiegato ritardato, mentre il proprietario del McD è il già proprietario della Ferramenta di Rivabella. Incontro Albert, mi inacidisco perché è a Rimini e non mi ha detto nulla, limoniamo incuranti della gente.

Poi evidentemente anche altro…Dev’essere la marijuana trovata abbandonata ieri.

Phantom pt. II.

10 Marzo 2009

E cinque minuti non sono nulla, a meno che l’autobus non passi fra tre minuti e tu sia in ritardo di uno. Però una frase arriva anche in cinque secondi e sa sconvolgerti, e io non voglio che il fantasma torni a possedermi. Poi sogno di prendere a calci una quattordicenne omofoba tirandole i capelli e dandole della puttana stronza, in seguito non capisco cosa voglio, e se di solito alla depressione alterno euforia esagerata, ora la controparte del down è pura indifferenza al mondo.

Different class.

7 Dicembre 2008

Ho dormito più o meno tutto il pomeriggio. Ho chiuso un rapporto su Internet che non aveva più tanto senso in effetti. L’unica persona che ho voglia di vedere e che sognato più o meno sempre oggi pomeriggio (in tre sogni diversi) al momento sta guardando il derby Samp-Genoa e questo fa capire tutto. Poi oggi pomeriggio ho sognato che stavo per perdere un dente ma mi restava appeso alla gengiva tramite il nervo, rosso. Provo ancora dolore se ci penso.

Mad world.

20 Ottobre 2008

Questo pomeriggio ho sognato il soggetto di un film. Scadente, ma è così.

Tutto inizia con me che me ne sto bello tranquillo nelle vicinanze del supermercato Conad qua nel mio quartiere, seduto su un muretto a fumarmi una sigaretta. Vicino a me alcuni miei compagni di classe tra cui Serena con il suo ragazzo, e arriva pure il tipo di quarta che mi piace quest’anno e mi sorride. Una meraviglia insomma. A un certo punto due suore mostruose si fermano a dirmi qualcosa e una con gli occhi di vetro mi chiama per nome e mi parla chidendomi qualcosa sui miei genitori, io rispondo che non sono in città al momento e loro vanno via. Queste se ne vanno e dopo un po’ ho un buco, ma penso che il problema sia che lo schianto di un’ambulanza ha portato nella via di fianco al supermarket un mega cassonetto dell’immondizia, di quelli americani neri, in mezzo alla strada. Allora io per lo spavento e per il trambusto tiro due bestemmie e la gente inizia a guardarmi male affacciandosi anche dalle finestre, e io: “OOOH, SIAMO IN ITALIA! QUELLA E’ UNA CROCE ROSSA MICA LA CROCE DI CRISTO! CHE CAZZO VOLETE!?” e cose del genere. Insomma io vado a dare un’occhiata al bidone e non ho capito perché ma mi metto a sistemare i sacchetti dentro al mega cassonetto in modo che stiano fermi immobili, non possono cadere. All’inizio io avevo proposto di chiamare subito il camion della raccolta rifiuti ma d’un tratto era arrivata Nicole esclamando “Eh certo,con il tuo libro e i miei soldi dentro!”: nel cassonetto c’era la mia copia del libro U2 Dentro al cuore e dentro una cifra di circa 40€ + spicci. Io sono arrossito e ho fatto un’espressione del tipo “Ah ecco dov’erano finiti”.
La “sorte” vuole che nelle sale cinematografiche, al tempo del sogno, si stesse diffondendo l’ennesimo horror-thriller-merder giapponese/coreano insomma orientasiatico, e tutti ci fossero fissati. Ma cosa succede? Il film diventa la realtà. Il cielo diventa grigio e opaco. Io lascio il cassonetto aperto sospendendo la mia attività di sistemazione dei sacchetti e vado davanti al Conad. Intorno a me, il vuoto. Aria irrespirabile, sono chiuso da tutti i lati, circondato da camion e pareti di cartongesso, gli unici scorci di cielo sono di quel grigio argenteo di cui sopra. Entro nel Conad, e trovo alcuni miei compagni di classe tipo la Bei Lei che ci vagano come zombie, con gli occhi a specchio del colore del cielo. Sulla porta, una delle prof di biologia della mia scuola, che continua ad accendere e spegnere la luce. Io, da genio della situazione, capisco che finché si è in tempo bisogna riportare la luce, così le urlo MA ALLORA E’ ANCHE CRETINA!, accendo la luce, la tolgo di mezzo (non ricordo come) e le mie compagnemonster tornano a fare la spesa tranquillamente.

A quanto pare passano un paio di giorni e la situazione è sempre peggio nel CONAD MALEDETTO, così capita che mi trovo li nei pressi per dare un’occhiata insieme ad Alberto, giriamo un angolo passando di fianco a un camion e lui fa un urlo di terrore devastante, e io di conseguenza. Altri non c’era che il nostro prof di matematica, e io scoppio a ridere di risata isterica, e asserisco “E’ l’unica volta in vita mia che sono felice di vederla.” mentre lui mi guarda con sufficienza e sparisce.

Intanto, i sintomi di un ritorno del demonio: cielo grigio a flash, occhi a specchio intermittenti, entriamo al Conad. Per fortuna c’erano altri nostri compagni dei “buoni” già all’opera nel reparto surgelati, Alberto si dirige nel reparto pasta mentre io rimango nel grande angolo frutta verdura vino e latticini tutto solo contro una Bei Lei Monster inviperita alla massima potenza tipo Vampate di Menopausa.
Mi viene la geniale idea di tirarle verdure in confezione e sacchetti di arance e mandarini, ma ho una mira di merda e la manco ampiamente ogni volta. Lei che è furba (O_ò) inizia a fare altrettanto, ma con gli stessi risultati pietosi. Prendo le palle in mano e le butto addosso un armadietto espositivo di vetro (che non so che cazzo c’entrasse, ma è l’incoerenza minore in questo incubo), schegge ovunque, ma lei ancora non è morta, così mi avvicino e le tiro oggetti a raffica, lei torna mezza normale e mi dice che ha capito che deve comunque morire per il bene di tutto. Nel frattempo i miei compagni hanno battuto tutti i cattivi uccidendoli prima di un momento così strappacuore. Così lei estrae una pastiglia per suicidarsi, e io con premura le dico “Ma non prenderla così, mangiaci qualcosa insieme” e le allungo un mandarancio. Lei ingolla il tutto e poi capisce che la pillola non è molto efficace e mi implora di ucciderla, e io non so che cacchio fare. Poi ho un buco enorme nel sogno e ci ritroviamo nel Conad io, Alberto, Serena e un Carabiniere sulla falsariga Winchester, con davanti a noi una sosia della Foliero nuda, ammanettata, coperta di farina, sdraiata su un bancone ormai svuotato dalla devastazione di quello che pareva essere il giorno precedente. Lei ci dice che non sa nulla, che vuole andarsene, che non ci sta nascondendo niente. Io noto il suo ano piuttosto largo per essere a riposo (ok, vomitate pure) ed è pieno di farina, e le dico “Tesoro, son frocio, non è che ci vogliano tanti vestiti per nascondere una piccola cosa!!!” e lei “E io sono una donna!” e io “Allora la tieni in figa!!!” e poi non so cos’è successo ed è sera e ci troviamo io, Serena, Alberto, Marica e forse Marco Fora a camminare verso casa mia mentre si diffondono non si sa come le note di Mad World. Vediamo la gente venire verso nord dal centro, tutti esaltati che erano stati a vedere il film, e noi in silenzio. Io inizio a piangere ripensando al sacrificio della povera Bei Lei, e penso che è colpa mia perché avevo lasciato il mega cassonetto aperto, da cui un po’ come fosse un vaso di Pandora è fuori uscito tutto questo male, e ho scatenato un putiferio. Poi mi è anche venuta in mente una lista sgualcita che avevo trovato nel mega cassonetto, che comprendeva cognomi e nomi di tutta la classe in un preciso ordine che salvava solo noi 5 o 4 quanti eravamo, ma saremmo stati i prossimi zombie conadiani. Serena fa una faccia del tipo “CHECCULO” e mentre camminiamo mi fa, per cambiare argomento, “Che facciamo, stiamo un po’ di sotto da te?”
Rispondo: “Possiamo anche salire, i miei non ci sono…”

e Marica: “Ci starebbe serata alcolica!”

e io: “Ho il Pampero in casa.”