TG5: “Nuove scosse in Abruzzo, lo sciame sismico danneggia edifici già lesionati nel centro storico dell’Aquila. Per fortuna che sono arrivati i campioni dello sport nelle tendopoli”
Watkin, dimmi che l’hai sentito anche tu.
presentato in tono metallico standard
TG5: “Nuove scosse in Abruzzo, lo sciame sismico danneggia edifici già lesionati nel centro storico dell’Aquila. Per fortuna che sono arrivati i campioni dello sport nelle tendopoli”
Watkin, dimmi che l’hai sentito anche tu.
Godo, immensamente godo. Il collegamento con l’inviato del TG1 a Roma è saltato, perché mentre lo stronzo voleva raccontarci le ultime da Bennylandia e raccontare dei 4 anni passati senza G.P. II (ma come abbiamo potuto campare?), è stato interrotto dal mitico, inimitabile, antitutto Gabriele Paolini.

In seguito il grande telegiornale ha proposto un servizio del tipo “Guarda che bravi sti giapponesi e a cosa andiamo incontro viva il progresso siamo positivisti fanculo la religione però bacia Gessù” sul robot della Honda, Asimo, che ora viene controllato direttamente dalla mente umana con un casco da parrucchiera collegato al suo processore.
Alla fine di questo servizio, quell’inetta della giornalista bionda del TG1 di cui non conosco né intendo conoscere il nome, con il suo solito tono pressapochistico introduce il servizio successivo con: “Invece c’è che si occupa di giardinaggio e fai da te.”
Come dire: guarda te sti coglioni di ingegneri giapponesi che studiano il futuro: da noi ci si fa il culo a zappare la terra e a fare figurine di compensato.
Ma poi che cavolo di impostazione è per un TG? Il robot. E invece c’è chi si occupa di giardinaggio. E chi ama la zia e chi va a Porta Pia? Non ne parliamo? Ah domani all’ora di pranzo, ok.
Tipo del pubblico: – Ecco, io, vorrei domandare…il colore che lui riesce a mettere nella voce proprio perchè non è, ed è perchè non è, no? essere per non…Vorrei sapere la tecnica che usa non c’è perché se poi quando perché è una cosa creata al momento senza essere. Ma quando ecco qui che, …usa i microfoni c’è qualche cosa di strutturato o anche lì viene per caso?
Costanzo: – Puoi non rispondere.
Gerry Scotti (Miradolo Terme, 7 agosto 1956) è l’italiano medio. Non perde occasione per dimostrare la sua conoscenza mediocre e approssimativa di qualunque cosa (già qui imita il suo guru, Mike Bongiorno), per strizzare l’occhio all’iconografia della sciura milanese che va nei campi mentre il marito lavora in ferrovia o altre cose del genere, e per ostentare il suo cattolicesimo nei modi più inappropriati: trovate voi il senso nel pronunciare la frase “E che Dio ci perdoni” in conclusione a una puntata di Chi Vuol Essere Milionario.
Ed è pure stato parlamentare. PSI.
Ancora:
Il 22 dicembre 2006: Gerry Scotti è in video su Canale 5 quasi tutto il giorno: la mattina con le repliche di Finalmente soli; nel preserale con Chi vuol essere milionario; nell’access prime time con Striscia la notizia; in prime time con Il mio amico Babbo Natale 2.
Mediaset è una sussidiaria del Vaticano, e ci subissa propinandoci quest’immagine di giovialone cattolico. Puah.